GENNAIO 2015, ANCONA – Svetlana Kaysan

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Top Italian StyleDal giornale Top Italian Style segnaliamo l’articolo:

Svetlana Kaysan, ugola d’oro nel panorama della lirica internazionale

Considerata dalla critica la nuova Maria Callas, Svetlana Kaysan, georgiana di nascita e italiana di adozione, si è imposta sui palcoscenici internazionali per le doti vocali, per le quali viene considerata un fenomeno musicale.

La sua carriera è veloce.

SvetlanaNel 2011 si laurea con lode presso la facoltà vocale di Mosca Conservatorio di Stato (classe di Galina Pisarenko). Nel 2008 interpreta la parte di Euridice di Gluck Orfeo sul palco del Moscow International House of Music. Nel 2009 è membro del Programma Giovani Artisti del Teatro Bolshoi. Nel 2010 al Bolshoi interpreta Kupava in “The Snow Maiden”. Debutta come interprete principale al Teatro di Stato di Ekaterinburg nel ruolo di Tosca nel dramma di Puccini. Con il suo arrivo in Italia, Svetlana Kasyan nel 2013 calca il palcoscenico del Teatro di Bari; si esibisce quindi al teatro La Fenice di Venezia e al Teatro Regio di Torino nella parte della Regina Elisabetta nel “Don Carlo”.

Svetlana Kasyan ha concesso alla nostra testata una intervista esclusiva.

Viene definita la nuova Maria Callas. Cosa prova ad essere paragonata ad un grande mito della lirica internazionale?

Si, me lo dicono molti. Penso che noi abbiamo una certa somiglianza fisica, somiglianza del viso e della statura. Anche noi facciamo lo stesso repertorio. Mi dicono che il mio timbro della voce somiglia molto a quello di Maria. Lei e’ sicuramente un mito anche per me. Ha avuto una carriera molto splendida ma molto corta. Comunque io dico che tutte le somiglianze tra di noi non sono sostanziali. Maria Callas ha vissuto la vita di Maria Callas. Invece io sono Svetlana Kasyan e voglio vivere una vita di Svetlana Kasyan. Voglio vivere una vita piena.

A quale protagonista delle musica di Verdi o Puccini si sente più vicina? E perché?

Mi piacciano molto Madama Butterfly, Cio San e la Tosca. Queste donne di culture ben diverse mostrano la forza dell’ amore, loro mettono l’amore al primo posto. L’amore per loro è il senso della vita, è il senso del universo. E se anche sembra che l’amore le porta a una tragica fine, muoiono felici in armonia con l’eternità e l’universo. Loro mostrano che l’amore e’ più forte della morte. L’amore e’ qualcosa che fa ognuno immortale e al di là di tragedie.

Altre passioni oltre la lirica?

Mi piace il cinema. Tra i film, “Mission” con Robert Di Niro. Apprezzo i film che hanno per tema la vita dedicata al bene della semplice gente, ai loro bisogni nonostante tutti i pericoli. Penso che la vera felicità e il senso della vita vengono solo con la generosità, quando incominci a dare, quando pensi agli altri e metti al primo posto i loro bisogni. E’ paradossale ma è la verità, quasi scientifica.

A me piacciono molto tutti i film diretti da Tarkovsky. Il preferito è Andrey Rublev, che vuole capire il significato dell’ universo. Il significato del bene e del male e una volta compreso poterlo esprimere al pubblico, alle masse. Per lui l’arte non e’ commercio, non e’ guadagno, ma e’ un sacrificio, un cammino verso l’assoluto. Stimo molto questo protagonista.

Cosa le piace dell’Italia?

Dell’Italia mi piace tutto: il sole, il mare, il cibo. E sopratutto la gente! Mi piacciono molto gli italiani per la loro voglia di vivere, di godere ogni momento della vita, di godere dalle piccole cose, dei piccoli piacere e di non prendere tante cose sul serio. Penso che tanti paesi devono imparare dall’Italia il poter vivere bene e felici.