INTERVISTA ALL’AMB. TERRACCIANO – RUSSIAN BUSINESS GUIDE

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Di seguito riportiamo l’intervista rilasciata dall’Amb. d’Italia a Mosca Pasquale Quito Terracciano alla nostra redazione in occasione dell’ultimo numero della Russian Business Guide, il giornale che la CCIR pubblica in collaborazione con la Camera di Commercio e Industria (TPP) della Federazione Russa.

L’Amb. d’Italia a Mosca Pasquale Q. Terracciano – Photo courtesy of Ambasciata d’Italia a Mosca

Signor Ambasciatore, come potrebbe descrivere la dinamica generale dei rapporti italo-russi? In quali ambiti la cooperazione tra i nostri Paesi sta diventando meno attiva e in quali invece si cela il potenziale più grande?

I rapporti italo-russi sono eccellenti in tutti gli ambiti della cooperazione, politica, economica, culturale, scientifica e ci sono ottime prospettive di sviluppo, quanto prima ci saremo lasciati questa crisi definitivamente alle spalle. Per il futuro ritengo che nel mondo post covid ripenseremo l’agenda internazionale dando la priorità a temi strategici quali l’ecologia e la sostenibilità dello sviluppo, rafforzando la cooperazione internazionale per la soluzione di problematiche globali. La ripresa offrirà un’opportunità straordinaria per innescare un cambiamento radicale verso una crescita sostenibile e a basse emissioni di CO2. Ho notato con piacere che le principali banche russe stanno avviando o potenziando i propri programmi di finanziamento di investimenti verdi. Questo è molto importante, perché la finanza avrà un ruolo chiave nella transizione energetica, che richiederà investimenti senza precedenti e il riorientamento dei flussi di capitali verso investimenti sostenibili. L’Italia è in prima linea in questo processo: in qualità di prossima Presidenza del G20 e copresidenza della COP26 in collaborazione con il Regno Unito, l’Italia si adopererà per garantire che l’azione per il clima sia alla base di una ripresa dalla pandemia che sia sostenibile, resiliente e inclusiva. Si tratta di un impegno che dobbiamo soprattutto alle future generazioni, che porteranno su di sé il peso della crisi. In quest’ottica le relazioni con la Federazione Russa si configureranno come sempre più cruciali nei prossimi anni.

Quali sono state le iniziative bilaterali più di rilievo a livello statale nell’ultimo periodo?

Lo scorso 14 ottobre si è svolta a Mosca la XVII sessione del Consiglio Italo-Russo per la Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria, copresieduta dal Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio e dal Ministro dell’Industria della Federazione Russa Denis Manturov. La riunione del CIRCEIF ha rappresentato un forte segnale della volontà di entrambe le Parti di rafforzare la cooperazione economica bilaterale e rilanciare gli scambi, anche per fare fronte alle conseguenze della pandemia. Inoltre, nella stessa giornata il Ministro Di Maio ha incontrato il suo omologo Lavrov: è stata l’occasione per fare il punto sulle situazioni più scottanti nello scacchiere geo-politico mondiale, ribadendo la necessità del dialogo aperto e costante per la risoluzione delle crisi internazionali. Infine, vorrei ricordare la presentazione del volume “Italia – Russia, un secolo di cinema” nel corso dell’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia, un poderoso lavoro che esalta l’importanza della cultura quale ponte naturale tra Italia e Federazione Russa.

Quali passi, a Suo parere, hanno una particolare importanza per un’ulteriore crescita dell’interscambio, realizzazione di progetti congiunti, creazione delle condizioni per gli investimenti da parte delle aziende in Russia e in Italia?

Sono sicuramente ottimista se penso alla prospettiva dei rapporti economici tra l’Italia e la Russia nel prossimo futuro. E ciò si lega a una specifica complementarietà dei nostri sistemi economici e all’apprezzamento delle imprese russe per il know how delle aziende italiane, nonché alla particolare flessibilità del sistema imprenditoriale italiano. Bisognerà continuare ad essere pronti a cogliere le opportunità che si apriranno in futuro per le aziende italiane, adattandosi alle esigenze ed agli obiettivi economici che la Russia si prefiggerà per i prossimi anni, nonché ad eventuali eventi imprevisti ed eccezionali come è successo in questi ultimi mesi a causa del covid. Ma sono convinto che, grazie alla flessibilità ed alla capacità di adattamento che caratterizza le imprese italiane, unitamente ad un rapporto politico bilaterale che, nonostante una congiuntura internazionale delicata, resta comunque privilegiato, i rapporti economici tra i nostri due Paesi resteranno di alto livello. Ci sono molti settori che le Autorità russe hanno già indicato come prioritari per i prossimi anni, nei quali vedo importanti opportunità per le aziende italiane: tra questi, per citarne alcuni, sicuramente quello energetico, con una particolare attenzione alle fonti di energia pulita, ma anche quello infrastrutturale e quello dei servizi sanitari, quello farmaceutico e quello agroindustriale.

Come reagisce il mondo imprenditoriale italiano interessato ad operare sul mercato russo alle misure anti-crisi attuate dalla Russia e volte a sostenere la sua economia?

Nonostante le difficoltà dell’attuale congiuntura, la presenza delle aziende italiane nella Federazione russa resta molto importante. Nessuna azienda italiana ha lasciato la Russia, anche nei mesi più duri della pandemia. E ciò non solo per il valore delle commesse assegnate alle nostre aziende ma anche per le importanti opportunità di cooperazione industriale. Ci sono tanti progetti ad elevato contenuto tecnologico realizzati da aziende italiane nella Federazione russa, in diversi settori.  Nel campo della cooperazione energetica potrei citare ad esempio alcuni progetti molto interessanti che sta realizzando la società italiana ENEL nel settore dell’energia eolica. Ma anche in altri settori gli esempi non mancano. A settembre l’azienda italiana Danieli ha firmato un contratto qui in Russia con un partner russo per la fornitura di un impianto di siderurgia con un impatto ambientale molto più limitato rispetto agli impianti tradizionali, una sorta di “siderurgia verde”, in linea con l’obiettivo che anche la Federazione russa si pone di ridurre nei prossimi anni l’inquinamento ambientale.

E sono convinto che molti altri progetti congiunti ad elevato contenuto tecnologico seguiranno: anche con questo obiettivo, lo scorso anno, a margine della visita del Presidente Putin a Roma,  è stata firmata un’intesa per la creazione di una piattaforma congiunta di investimento tra Cassa Depositi e Prestiti e il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF),  che costituisce un ulteriore importante strumento finanziario a sostegno delle imprese italiane e russe, per progetti congiunti in tutti i settori della cooperazione economica, con una particolare attenzione proprio per le imprese di piccole e medie dimensioni e per le start-up a elevato contenuto innovativo. Inoltre, è importante ricordare che l’Italia parteciperà in qualità di Paese partner alla fiera “Innoprom” a Ekaterinburg a luglio del 2021. Si tratterà di una vetrina importante per mettere in luce il potenziale tecnologico che l’Italia sta trasferendo e continuerà a trasferire alla Russia.

Quali erano gli argomenti più importanti dell’agenda dell’ultima sessione del CIRCEIF tenutasi a Mosca?

Ribadisco che nonostante le difficoltà operative legate alla pandemia, la decisione di tenere comunque il CIRCEIF ha mostrato l’esistenza di una forte volontà politica da parte di entrambi i Paesi volta a rafforzare la già eccellente collaborazione bilaterale in campo economico anche in chiave di ripresa post COVID. Nella riunione sono state affrontate le conseguenze della pandemia sulle economie nazionali e i suoi effetti negativi sull’interscambio commerciale nonché le questioni più sensibili nelle relazioni economiche bilaterali, con toni cordiali e aperti. Entrambi i ministri copresidenti del CIRCEIF, Di Maio e Manturov, hanno sottolineato ancora una volta la complementarietà fra i due sistemi economici e le grandi prospettive che un rafforzamento della partnership economica può rappresentare per le aziende di entrambi i paesi, in questa delicata congiuntura.

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