LA SVALUTAZIONE DEL RUBLO OSTACOLA LE ESPORTAZIONI FRUTTICOLE VERSO LA RUSSIA

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Sebbene la Crimea non sia più la notizia del giorno, la situazione presente nell’area ucraina continua ad influenzare le esportazioni di frutta. “Credo che la situazione politica si ripercuota tanto sui volumi quanto sulla formazione dei prezzi”, ha riferito l’esportatore frutticolo Kees Oskam di Vleuten (Paesi Bassi). “Tuttavia, al momento siamo contenti di poter proseguire con le nostre forniture e di riuscire a farlo a questi prezzi. Esistono tuttavia scenari peggiori.” “Naturalmente, avremmo preferito ottenere prezzi più elevati, ma il valore del rublo nel frattempo si è quasi dimezzato. Ci sono delle zone dove addirittura non possiamo più esportare in quanto i nostri prezzi in euro risultano eccessivamente costosi per gli acquirenti. A Mosca e dintorni, la situazione è diversa perchè lì, le entrate medie risultano su un livello più alto.”

Tradizionalmente, la società commerciale Jan Oskam esporta anche pomacee in Ucraina, ma anche qui, la svalutazione della grivna (la moneta locale) sta ostacolando le esportazioni. “Il fatto che il prezzo delle pere, attualmente, sia determinato soprattutto dal mercato russo va a creare una situazione difficile, perché tale mercato è e rimarrà imprevedibile”, ha concluso Kees. “Le mele inviate in Russia sono di meno perché la quota di mercato in mano agli esportatori polacchi è aumentata a causa del livello inferiore dei prezzi; anche loro però si lamentano dei volumi che potrebbero perdere a causa delle forniture provenienti dalla Serbia.”

Un articolo segnalato da Domenico Giordano Consulente CCIR per il settore agroalimentare

Fonte: Freshplaza