OTTAVO BLOCCO DELLE MODIFICHE AL CODICE CIVILE RUSSO

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Cari Soci della Camera di Commercio Italo-Russa,

Recentemente è entrato in vigore l’ottavo blocco delle modifiche al codice civile russo e con esso vengono introdotte, sia per quantità che per qualità, un numero assolutamente considerevole di modifiche alla normativa previgente.

Alcune di queste riguardano proprio le aziende italiane che operano nel mercato russo: dal prossimo 1 giugno 2015 le imprese italiane dovranno infatti rispettare le nuove prescrizioni introdotte dalla legge federale 42-FZ del 08.03.2015 in materia di adempimento delle obbligazioni, delle garanzie e dei contratti.

Come regola generale, con riferimento al regime transitorio, le nuove disposizioni del codice civile si applicheranno ai:

– rapporti giuridici sorti dopo il 1 giugno 2015;

– diritti e gli obblighi che sorgono dopo il 1 giugno 2015 anche nel caso in cui le relazioni prodromiche alla nascita delle obbligazioni siano precedenti.

Garanzia indipendente

Dal 1 giugno la “garanzia bancaria” verrà sostituita dalla “garanzia indipendente”. Detta ultima garanzia potrà essere rilasciata da qualsiasi organizzazione commerciale. Le banche e gli altri istituti di credito saranno ancora in grado di rilasciare garanzie bancarie, ma queste saranno classificate come una delle tipologie di garanzia indipendente.

Accordi tra creditori

A partire dalla stessa data i creditori dello stesso debitore potranno concludere un accordo tra di loro sull’ordine con cui soddisfare i propri crediti: in particolare, come deroga al principio della par condicio creditorum (parità di trattamento dei creditori), sarà possibile stabilire un diverso ordine nella soddisfazione dei crediti, facoltà che sino ad oggi era prevista solo per i creditori ipotecari.

Il calcolo degli interessi nel recupero del credito

Sarà inoltre cambiata la modalità di calcolo degli interessi. Il conteggio non verrà più effettuato infatti in base al tasso di rifinanziamento alla data di presentazione della domanda di pagamento, ma in base a quello degli interessi bancari medi sui depositi delle persone fisiche in vigore nei relativi periodi, tassi che sono stati pubblicati dalla Banca Centrale.

Fornire informazioni false alla controparte diventa fonte di obbligazione risarcitoria o di pagamento della penale

Il contraente che violando il principio di buona fede e la correttezza fornisce alla controparte dati e informazioni false e rilevanti per la conclusione, esecuzione o risoluzione del contratto sarà obbligato al risarcimento del danno o al pagamento della penale prevista nel contratto.

Non ha importanza il momento in cui sono state fornite tali informazioni: prima, durante o dopo la conclusione del contratto. La responsabilità è prevista se tali informazioni hanno ingenerato nella controparte il legittimo affidamento sulla loro veridicità.

La parte lesa come regola generale non solo può richiede il risarcimento del danno o la corresponsione della penale, ma può anche esercitare l’azione per recedere dal contratto. Per esercitare tale diritto le false informazioni devono avere un significato sostanziale per la controparte. Il creditore può invece domandare l’annullamento se le informazioni false hanno portato alla conclusione del contratto sotto l’influenza di frode o errore significativo.

Come regola generale, la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno potrà essere richiesto alla controparte che ha fornito false rassicurazioni circa la sua attività, a prescindere dalla consapevolezza della inaffidabilità di tali garanzie. E’ prevista una regola simile per le false informazioni relative all’accordo aziendale o al contratto per il trasferimento di azioni o quote di capitale sociale.

Semplificato l’elenco delle condizioni necessarie per la stipula di un contratto preliminare

Sempre a partire dal 1 giugno 2015 nel contratto preliminare non sarà più necessario includere tutti i termini essenziali del contratto definitivo, ma solo l’oggetto del contratto e le condizioni alle quali sarà considerato concluso il contratto definitivo.

Articolo redatto da EUGENIA PODMAREVA, Consulente Legale CCIR
Consulente Studio Legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners
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consulente.podmareva@ccir.it